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Essere Protestati: Cosa Significa

Essere protestati oggi è un fenomeno piuttosto comune in quanto, con la crisi in atto, è più semplice del passato avere difficoltà economiche: quindi questo termine ha perso parzialmente quella connotazione negativa che aveva in passato.

Vediamo ora cosa vuol dire essere protestati, e in che modo lo si diventa. Si è protestati quando non si è onorato il pagamento di debiti sotto la forma di titoli di credito. Un protestato è quindi colui che viene iscritto ad un apposito registro dei protesti, a causa del mancato pagamento.

Ad esempio quando una persona emette una cambiale, oppure un assegno a una terza persona e quest’ultima, alla scadenza, tenta di incassare il titolo ma il pagamento viene rifiutato, il creditore è di fatto autorizzato ad agire nei confronti del debitore tramite un atto di protesto.

Non ha assolutamente importanza il motivo per cui il pagamento è stato rifiutato: quando la banca rifiuta il pagamento di un assegno o di una cambiale, o di un altro tipo di titolo di credito, consegnato dal debitore a un terzo, il debitore può venire protestato.

L’atto di protesto

L’atto di protesto viene redatto sotto forma di un atto pubblico e ha il valore medesimo di un decreto ingiuntivo. Il titolo di credito protestato è anch’esso un titolo esecutivo e sulla base di questo è possibile esercitare un’azione di tipo esecutivo al fine di pignorare i beni del debitore per rivalersi su essi.

L’atto viene riportato nel registro dei protesti presso la Camera di Commercio, dell’Industria, dell’Artigianato e dell’Agricoltura.

I titoli di credito che possono essere oggetto del protesto sono un assegno bancario, un assegno circolare oppure postale, un vaglia con la promessa di un pagamento, oppure una cambiale, che contiene invece un vero e proprio ordine di pagamento.

Il creditore, quando termina la procedura di protesto, può richiedere all’Ufficiale Giudiziario la constatazione del mancato pagamento o della mancata accettazione del pagamento.

Il nome del debitore viene quindi registrato nell’Elenco dei Protesti ufficiale dieci giorni dopo, in genere, della trasmissione dell’atto al Presidente della Camera di Commercio.

Il registro dei protesti

Per motivi di carattere pratico, e anche per dare al debitore la possibilità di evitare il protesto quando il mancato pagamento è a causa di situazioni non imputabili a lui, si dà al debitore la possibilità di pagare anche al Pubblico Ufficiale che va al suo domicilio.

Se però anche in questo caso il debitore non paga il debito, l’atto di protesto diventa ufficiale e il debitore viene inserito nel registro dei protestati. Questo è un pubblico registro, gestito dalla Camera di Commercio del luogo in cui vive il debitore, in cui sono pubblicati tutti i nomi di persone fisiche e di aziende che hanno subito un atto di protesto a causa di una mancata accettazione di un assegno o di una cambiale.

Esistono banche o intermediari che propongono conti correnti che possono essere richiesti sia da privati che da aziende o da chiunque sia stato protestato in seguito a insolvenze o a fallimenti.

Su internet, è possibile individuare molti siti dove è possibile aprire conti correnti per protestati, sia per conti personali o anche per aziende.

Questi conti correnti per protestati sono dotati sia di home banking online sia di carte di pagamento, di debito o prepagate. Per questi conti correnti però sia i trasferimenti che gli accrediti avvengono su delle basi attive, in quanto il tipo di conto moneta non gestisce conti o carte con un saldo negativo, né prevede delle linee di credito.

È possibile quindi scegliere il conto corrente che meglio si adatta alle proprie esigenze, sia familiari che di business.