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Come Annullare Addebito su Carta di Credito

In alcuni casi può tornare estremamente utile farsi addebitare sulla carta di credito le utenze del gas o dell’energia elettrica, oppure quelle telefoniche o un abbonamento televisivo.

Può arrivare il momento, però, di dover bloccare tali addebiti ricorrenti. Ma come fare? Scopriamolo insieme nelle prossime righe.

Addebiti ricorrenti su carta di credito

La carta di credito consente di pagare beni e servizi senza dover utilizzare il denaro contante e in maniera differita (pay later). Nel dettaglio, l’operazione che permette l’effettivo pagamento dell’importo dovuto viene definita addebito su carta di credito.

Indubbiamente, avere la possibilità di utilizzare una determinata somma di denaro “virtuale” rappresenta una comodità non trascurabile. Proprio per tali ragioni questo strumento di pagamento è sempre più diffuso.

Con una carta di credito si possono pagare gli acquisti quotidiani, ma anche moltissime spese domestiche, comprese le utenze. Oltretutto, i moderni sistemi di internet banking consentono di verificare agevolmente gli estratti conto, quindi di monitorare l’andamento del conto corrente e i diversi movimenti della carta.

Si tratta di una grande opportunità per proteggersi dai rischi di frode, ma anche di controllare in maniera precisa le spese per evitare di “eccedere” oltre le proprie reali disponibilità economiche.

pagamenti ricorrenti su carta non sono altro che addebiti rateali che verranno ripetuti su base mensile all’interno di un determinato lasso di tempo.

Questa tipologia di pagamenti rientra nella “famiglia” degli incassi semplici, che riguarda moltissimi venditori e che comunque prevede un accordo stipulato con l’acquirente. Attivare gli addebiti ricorrenti su carta di credito è estremamente semplice, ma il discorso si complica notevolmente nel momento in cui il desiderio diventa quello di annullarli.

È persino più difficile che bloccare gli addebiti ricorrenti su conto corrente. Questo non vuol dire ovviamente che non sia possibile. Attraverso l’addebito diretto su conto corrente, denominato RID, sarebbe bastata una semplice visita presso la filiale della propria banca per bloccarlo, dopo aver firmato alcuni moduli dedicati.

Il discorso cambia per annullare l’addebito su carta di credito, dal momento che la questione non potrà essere risolta né mediante l’emittente della carta, né con la propria banca nel caso in cui fosse anche l’emittente.

Con questi presupposti, come procedere nella maniera corretta? L’unica strada percorribile è quella di contattare il gerente che offre il servizio per cui è stato richiesto l’addebito, chiederne la revoca e cambiare il metodo di pagamento predefinito.

Addebito diretto: è sicuro?

Nel momento in cui si utilizza l’addebito diretto, sia su conto corrente che su carta di credito, è di fondamentale importanza monitorare i pagamenti. Questa è una buona pratica per ovviare ad alcuni inconvenienti, tra cui:

    • Addebito di somme di denaro non dovute. Ogni creditore è obbligato a inviare una pre-notifica della rispettiva disposizione di addebito, magari sull’utenza da pagare. Tale notifica deve arrivare almeno 14 giorni prima della scadenza, a meno che non siano stati presi accordi differenti. Il cliente debitore, a sua volta ha il diritto di opporsi entro il giorno precedente alla suddetta scadenza. Secondo quanto previsto dal contratto, infatti, è possibile richiamare prima della scadenza le disposizioni di incasso.
    • Addebito di somma superiore a quanto previsto. In questi casi, la normativa comunitaria ha previsto un termine di 13 mesi per contestare il pagamento.
    • Spese dovute all’indisponibilità dei fondi. Tra i compiti del debitore troviamo quello di monitorare che sul conto siano disponibili i fondi necessari per garantire il pagamento. Questo per evitare di dover affrontare spese supplementari o problematiche con il creditore.

Blocco carta di credito

Per una serie di motivi, può accadere che la richiesta di revocare l’addebito non venga accettata dal gerente. Cosa fare in questa situazione? Purtroppo non esistono molte soluzioni. L’unica potrebbe essere quella di bloccare e cambiare la carta di credito.

Procedendo in questo modo, sarà possibile ricontattare l’esercente, avvertirlo che la carta è stata bloccata, e che per questo motivo è necessario rinegoziare un altro metodo di pagamento.

Un esempio potrebbe essere quello del passaggio a un tradizionale RID su conto corrente, indubbiamente più sicuro e soprattutto più semplice da revocare.

Vogliamo anche ricordare che l’addebito ha una finalità ben precisa, ovvero quella di semplificare e gestire al meglio i pagamenti, ma non si tratta di uno strumento pensato per una pianificazione a medio o lungo termine. È necessario, infatti, valutare attentamente il numero di operazioni necessario ad esempio nell’arco di un anno.

Solo in questo modo sarà possibile comprendere pienamente quali siano le proprie esigenze. Oltretutto, a seconda dell’emittente della carta di credito, potrebbero essere previste delle commissioni aggiuntive. Proprio per tali ragioni è opportuno mettere a confronto le diverse proposte economiche per determinare la più conveniente.