Chi Può Accedere al Mio Conto Corrente?

La riservatezza e la sicurezza dei dati bancari sono da considerarsi un dato sensibile. In considerazione della delicatezza dell’argomento, esistono alcuni pronunciamenti giuridici (come il provvedimento 192 del 2011 ad opera del Garante della Privacy) che stabiliscono alcune linee guida in materia a maggior tutela del consumatore.

Nonostante ciò, rimangono sempre vive alcune perplessità che riguardano, in modo particolare, la gestione di un rapporto di conto corrente intrattenuto con un Istituto di Credito sia esso tradizionale che operante esclusivamente on-line.

Tra le domande più consuete da parte dei consumatori finali vi è quella che concerne il grado reale di riservatezza della propria movimentazione bancaria.

Chi può accedere ai movimenti di un conto corrente?

Benché gli Istituti di Credito siano tenuti alla riservatezza dei dati bancari relativi ai propri clienti nei confronti di terzi, è altrettanto vero che le maglie della privacy non sono così strette come si potrebbe pensare.

Volendo semplificare l’argomento possiamo individuare un ampio numero di soggetti che hanno diritto di accesso agli archivi telematici costituiti dalle Banche e contenenti, ad esempio la movimentazione ed il saldo di un rapporto di conto corrente.

In primo luogo è bene precisare che, in caso di rapporti di conto corrente cointestati (sia a firme disgiunte che congiunte), hanno diritto ad interrogare i dati relativi ad un conto corrente tutti i cointestatari aventi diritto e gli eventuali delegati ad operare.

In seconda istanza, inoltre, hanno accesso ai dati bancari di un cliente tutti gli operatori di banca che lavorano nella filiale in cui è intrattenuto il rapporto stesso. Hanno anche libero accesso alle movimentazioni di conto e alla consultazione delle consistenze gli operatori bancari autorizzati ad operare in circolarità in virtù delle mansioni a cui sono preposti.

In via generale, hanno tale facoltà, funzionari e quadri direttivi di grado elevato oppure addetti a particolari professionalità come l’ufficio Auditing e controlli interni.

Va precisato, ad ogni buon conto, che è fatto divieto agli operatori di sportello “curiosare” nelle movimentazioni e di conto e tutti gli Istituti effettuano severi controlli in relazione alle interrogazioni ripetute e fraudolente mediante individuazione del dipendente infedele tramite numero di matricola.

In ottica di una crescente lotta all’evasione fiscale dilagante, hanno diritto di accesso alle movimentazioni ed ai saldi di conto corrente anche gli addetti dell’Agenzia delle Entrate specificatamente autorizzati ed individuati.

L’Agenzia delle Entrate ha diritto di conoscere il saldo iniziale e finale di un rapporto di conto corrente ed il totale aggregato degli addebiti ed accrediti riferito ad anno solare oltre ad altri dati sensibili come la consistenza di un deposito titoli.

La normativa consente alcune interrogazioni anche ad Equitalia che è autorizzato ad accertare l’esistenza di un rapporto di conto corrente, ma non a conoscerne la movimentazione. Tale facoltà, infine, è attribuita anche ad ogni privato che vanti un credito non riscosso verso un privato ed abbia ottenuto regolare autorizzazione dal Tribunale.

Come tutelarsi per evitare interrogazioni fraudolente sul proprio conto corrente?

In relazione alla progressiva digitalizzazione del comparto bancario, non sono infrequenti gli episodi di accessi non autorizzati ai propri dati bancari.

Ci riferiamo, in via prevalente, ad interrogazioni fraudolente, da parte di soggetti non autorizzati, tramite il canale home banking messo a disposizione degli Istituti di Credito.

Per evitare di incorrere in episodi sgraditi che possono confluire nella messa in atto di operazioni dispositive ad opera di terzi, è necessario conservare con cura i dati di accesso al proprio contratto internet in modo tale che nessun terzo possa venirne in possesso.
Sempre a tal fine è bene prestare massima attenzione a possibili fenomeni di pishing che, attraverso l’invio di messaggi o mail capziose possono far conoscere i dati di accesso a terzi malintenzionati.

E’ consigliabile, infine, dotare la propria rete internet di apposite impostazioni di sicurezza ed il proprio computer opportunamente aggiornato in relazione, in modo particolare, ai programmi anti virus.

Qualunque accesso ai propri dati bancari deve essere immediatamente segnalato all’Istituto di credito con cui si intrattiene il rapporto e, in caso di accertato abuso, è possibile avviare un’azione legale.

In Conclusione

In considerazione della delicatezza dell’argomento, infine, è consigliabile operare sempre con prudenza sui canali informatici in modo tale da non diffondere propri dati sensibili (codici IBAN e chiavi di accesso) in rete ed è sempre opportuno usare una sana diffidenza verso comunicazioni di non accertata provenienza in materia finanziaria.

E’ bene, infine, proteggere tutti i dispositivi informatici con sistemi di accesso sofisticati come l’impronta digitale od il riconoscimento visivo e recepire tutte le novità e gli aggiornamenti informatici predisposti dalla propria Banca.